Pizza & Fegato

Intervista al Dottore Accarino, “L’orto e la digeribilità degli alimenti”

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Maddalena Bisogno

La Farmacia Accarino occupa un ruolo importante a Cava de’ Tirreni: punto di riferimento per la salute dei cavesi attraverso il bagaglio di esperienza secolare.
Il Dottore Accarino non ha bisogno di presentazioni e la sua lezione tenutasi esclusivamente per Pizza&Salute sulla digeribilità degli alimenti, la colecisti e sulla pizza digeribile suonano non come semplici parole, ma come il vademecum per vivere bene

“ La digeribilità degli alimenti dipende solo in parte dall’alimento stesso.
Esistono, per esempio, alimenti molto consigliati ad alto contenuto di fibre, senza sapere che però ad alcuni soggetti possono causare disturbi di digestione.
Infatti il lavoro dello stomaco e gli organi a seguire è più complesso in quanto deve rompere delle molecole che solo successivamente vengono digerite.
E poi esistono i benefici: le fibre aiutano, per esempio, a ottenere un miglior transito intestinale.
Quindi l’altro aspetto da non sottovalutare è quello individuale perché ciascuno ha una sua soglia di tollerabilità e una sua individualità: quello che può essere facilmente digeribile, lo è sicuramente meno per qualcun altro.
Ognuno dovrebbe conoscere i propri limiti!
questa farmacia
Ci sono molte teorie oggi: troviamo i vegani, i vegetariani, gli onnivori etc. Sicuramente ognuna di queste scelte ha almeno una sua ragione di fondo. La verità è che, nei secoli in cui l’uomo ha avuto la sua evoluzione, si è accertata la migliore alimentazione che è quella variegata ed equilibrata
Inoltre, gli studi più recenti dimostrano che la migliore dieta possibile è la cosiddetta Dieta Mediterranea nella quale si parla di provenienza dei cibi, di stagionalità, di cottura dei cibi, della mancata sottoposizione dei cibi a particolari tempi e modi di conservazione. 
Da un punto di vista del corpo umano è la bile ad essere importante per la digestione: esso è un liquido prodotto dal fegato e costituito da diverse sostanze, da cui dipendono la digestione dei grassi. La bile si conserva nella cistifellea fino a quando l’organismo la richiede; questa si contrae e invia la bile nel dotto biliare, un tubicino che collega la cistifellea all’intestino. Nella cistifellea possono però formarsi dei sassolini cioè i calcoli biliari, perché la bile, per via di un’alimentazione e uno stile di vita scorretti, può solidificarsi (la digestione risulterà molto lenta). In questo caso pizza, pane e pasta non sono assolutamente vietati! I cibi da evitare per chi soffre di calcolosi della colecisti sono quelli ricchi di grassi come i salumi, i formaggi grassi e le uova.
Si parla molto di prevenzione, ma cos’è la prevenzione? Si tratta di un utilizzo dei cibi tale da non esagerare e rimanere sempre equilibrati. Di mangiare soprattutto cereali, frutta e verdura di stagione. E non solo.
Si tratta di conoscere un po’ tutti i cibi sani, la provenienza, i trattamenti, il tipo di cottura.
È molto difficile, ma non vuol dire rinunciarvi!
Lo ha già capito qualche grande chef che ha preferito creare un proprio orticello, evitando di andare al supermercato.
Vogliamo parlare di pizza? Allora si rende necessaria la prospettiva del consumatore.
Il consumatore deve sapere che se mangiasse la pasta della pizza senza lievito non dovrebbe esserci nessun problema di digeribilità, ma visto che il lievito è un elemento fondamentale per una buona pizza l’unica soluzione è racchiusa nell’attenzione verso alcuni fattori: la conoscenza del tipo di farina, della quantità di lievito utilizzato, dei tempi di maturazione dell’impasto.
Una cattiva lievitazione, infatti, può provocare quella pesantezza che molti lamentano, che è dovuta non alla base della pizza, ma alla cattiva maturazione dell’impasto.
Per non parlare del condimento! Chi ha disturbi quali piccole intolleranze o reflusso gastroesofageo più che rinunziare alla pizza deve rinunziare alle aggiunte alla pizza!
Ecco che alla domanda: << Il cliente può entrare in pizzeria e richiedere una pizza digeribile? >>
La mia risposta è: << Sì può farlo. A patto che sia generalmente un cliente già attento al suo stile di vita, alla sua alimentazione, alla pizza intesa non solo come impasto ma anche come un insieme di ingredienti che permettono al suo organismo di digerire più velocemente o più lentamente, a seconda della scelta >> “
 

 

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