Pizza & Territorio

DIRITTO AD UNA SANA ALIMENTAZIONE, PARTIAMO DALLA SCUOLA

Maddalena Bisogno

La Dott.ssa Ilenia Sisinni, neo-laureata della facoltà di Giurisprudenza e praticante avvocato presso lo Studio Legale Maiorino di Cava de’ Tirreni, è interessata a chiarire alcuni punti riguardanti il diritto ad una sana alimentazione sul piano giuridico-alimentare, con un’attenzione particolare alla refezione scolastica.

 

  • Dott.ssa Sisinni, possiamo dire che la salute, invece che confermarsi come un diritto fondamentale della persona, si sta trasformando in bene di consumo?

Sì. La tutela della salute, com’è noto, è definita dall’articolo 32 della nostra Costituzione come un diritto fondamentale dell’individuo. Spesso, però, si è verificato che la tutela della salute sia divenuta oggetto di trattative tra governi ed imprese multinazionali.  Anche la sana alimentazione ha subito la stessa sorte: si tende, infatti, a  pubblicizzare per lo più lo “junk food”, il cosiddetto “cibo-spazzatura” piuttosto che prodotti naturali.

  • A cosa è dovuta la diffusione del cibo-veloce?

Forse ad una globalizzazione sbagliata. I ritmi di vita sono divenuti sempre più frenetici, ma laddove cibo-veloce è cibo-spazzatura è ovvio che la scelta non è positiva. Noi italiani, però, possiamo ancora salvarci perché in Italia il cibo è cultura, è identità. Ricordiamo che la dieta mediterranea, la nostra dieta, è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO! Ed è proprio per questo che educazione, alimentazione e salute dovrebbero procedere di pari passo. Anche grazie alla legislazione!

  • In che modo educazione, alimentazione e salute possono procedere di pari passo?

Se il cibo è cultura dev’essere anche oggetto di studio. Allora perché non passare attraverso la scuola? La nostra scuola! Dobbiamo accompagnare in questo cammino innanzitutto i bambini perché la scuola è, accanto naturalmente alla famiglia,  il luogo dove si fanno proprie le abitudini tipiche di una determinata cultura.  L’Educazione Alimentare praticata nelle Scuole Italiane servirebbe ad aiutare i giovani a costruire un buon rapporto con il cibo e proprio EXPO 2015 è stata un’occasione fondamentale per discutere della triade educazione – alimentazione – salute.

  • Una “sana” Educazione Alimentare nelle scuole può essere sufficiente per la tutela del diritto ad una sana alimentazione, in particolare dei più giovani?

       No. É un buon punto di partenza, ma non è sufficiente. Da un punto di vista più pratico, dobbiamo rivolgere la            nostra attenzione al fatto che la scuola oltre ad essere luogo di apprendimento è il luogo ove i bambini spesso                  consumano almeno un pasto della giornata. Si rendono allora necessarie delle linee-guida da seguire.

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  • Dott.ssa Sisinni, in che modo i Ministeri di competenza si sono interessati alla refezione scolastica? In questa sede ricordiamo leLinee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, approvate in Conferenza Stato-Regioni, pubblicate nella GU n.134 dell’11 giugno 2010, (da ultimo integrate con la Nota del 25 marzo 2016). Tale provvedimento intende far rispettare alle strutture di ristorazione nelle scuole le indicazioni dei Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana (LARN), elaborati dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) per le diverse fasce d’età; i locali e le attrezzature devono essere conformi alla normativa vigente; la preparazione o il trasporto devono rispettare le condizioni igieniche previste; il personale deve possedere un’adeguata preparazione.
  • Uno strumento utile per mettere al corrente i genitori/tutori sul modo in cui si svolge la refezione scolastica?

Il capitolato d’appalto. Si tratta di un documento in cui vengono definiti i vincoli contrattuali tra Comuni, Scuole e fornitori, sia quando la gestione è diretta e le Scuole acquistano solo forniture alimentari, sia quando il servizio è appaltato. In esso sono specificate le modalità con cui il servizio di ristorazione nelle scuole viene fornito, servizio che deve rispondere ai criteri di qualità e gradimento (preferire alimenti a filiera corta, tempi di trasporto brevi, alimenti DOP, IGP e STG….).

  • Il menù delle scuole prevede anche la pizza?

Non sempre. Basta guardare la Tabella N° 2 del documento elaborato dal Ministero della Salute.  Viene previsto come piatto unico, ma ci riferiamo alla pizza condita esclusivamente con olio extravergine d’oliva, con un impasto che presenta una lievitazione di almeno 24 ore. Inoltre, i prodotti utilizzati devono essere ingredienti che rispettino criteri d’eccellenza. I menù devono rispondere alle caratteristiche di varietà, stagionalità, qualità nutrizionale, e devono essere preparati su 4/5 settimane. Ciascun pasto deve prevedere un contorno di verdure/ortaggi, pane non addizionato di grassi, frutta di stagione di almeno tre tipi diversi nell’arco della settimana. Il sale va usato moderatamente e comunque sempre iodato. É inoltre doveroso dare la possibilità di pranzare a scuola anche ai bambini che presentano intolleranze o allergie alimentari, attraverso la previsione di diete speciali.

  • Vuole fare un appello a qualcuno in particolare?

É fondamentale il dialogo e lo scambio di informazioni tra Famiglia, Scuola, Asl, Comuni e Imprese, dunque lancio un appello ai genitori cavesi (…e non solo) affinchè si presti una maggior attenzione alla refezione scolastica oltre che ad una sana e corretta alimentazione anche a casa. Nel 2014, un’indagine conoscitiva inerente  al servizio di ristorazione scolastica avviata dal Ministero della Salute, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha fatto emergere, attraverso questionari, che purtroppo c’è ancora una percentuale di plessi scolastici che non applica le linee di indirizzo nazionale.

Quando si rende necessario lanciare un grido di protesta nei confronti dei responsabili dei servizi alimentari per evidenziare la scarsa qualità di alcuni piatti, fatelo! Se per voi si rende necessario un controllo costante sui menù e sui loro cambiamenti, fatelo! La tutela del diritto ad una sana alimentazione, è un diritto fondamentale di noi tutti e in particolare dei più piccoli.

Allegato PDF :

LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALE PER LA RISTORAZIONE SCOLASTICA – MINISTERO DELLA SALUTE

Tabella 2 – SETTIMANA SCOLASTICA – Frequenze di consumo di alimenti

Alimento/gruppo di alimenti Frequenza di consumo
Frutta e vegetali Una porzione di frutta e una di vegetali tutti i giorni
Cereali (pasta, riso, orzo, mais…) Una porzione tutti i giorni
Pane Una porzione tutti i giorni
Legumi (anche come piatto unico se associati a cereali) 1-2 volte a settimana
Patate 0 -1 volta a settimana
Carni 1-2 volte a settimana
Pesce 1-2 volte a settimana
Uova 1 uovo a settimana
Formaggi 1 volta a settimana
Salumi 2 volte al mese
Piatto unico (ad esempio pizza) 1 volta a settimana

 

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